Le necropoli romane

Le necropoli romane, in parte sovrapposte ai sepolcreti preromani, si estendevano a nord e a sud del centro urbano, lungo le vie extraurbane e separate da due rami dell’Adige. Databili tra il III secolo a.C. e il II secolo d.C., raggiunsero la massima concentrazione tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Il rito prevalente era la cremazione, sostituita dall’inumazione nelle fasi più tarde per motivi religiosi. La maggior parte delle tombe atestine era racchiusa in recinti che accoglievano nuclei familiari, la
cui estensione era indicata da cippi che ne riportavano le misure in piedi romani. Il terreno destinato alle sepolture era sacro e inviolabile e cani o leoni erano spesso raffigurati a difesa dei sepolcri.

I monumenti funerari atestini

I monumenti funerari ad incinerazione più comuni, introdotti dai veterani centro-italici, sono i cippi cilindrici, parallelepipedi e a lastra con iscrizione e decorazione a rilievo con oggetti legati all’attività del defunto. Tutti avevano una base quadrangolare con cavità per il cinerario. Le stele a tempietto, di tradizione veneta, mostrano i busti dei defunti singoli o a coppie e l’iscrizione sulla fronte. I sarcofagi a cassa o a doppio spiovente accoglievano sepolture a inumazione.

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