La città di Ateste, dal latino Atesis (Adige), diventò tra il 90 e l’89 a.C. municipium di diritto latino e tra il 49 e il 42 a.C. ottenne la cittadinanza romana (municipium civium Romanorum) e l’iscrizione alla tribù Romilia. Dopo la vittoria di Ottaviano ad Azio (31 a.C.), le terre dell’agro atestino vennero assegnate ai veterani, noti come Aziaci, e la città passò allo status di colonia.
Con l’arrivo dei veterani, Ateste conobbe un notevole sviluppo urbano ed economico per tutto il I secolo d.C., basato su agricoltura, allevamento e sfruttamento delle risorse naturali. Nel II e III secolo d.C. Este entrò in una crisi economica e demografica, forse dovuta anche alle numerose esondazioni dell’Adige.
Il centro, tuttavia, non scomparve: è citato come mansio (stazione di posta) o centro minore nell’Itinerarium Antonini (IV secolo d.C.). La storia di Ateste e dei suoi abitanti è ricostruita soprattutto grazie alle numerose epigrafi e agli scavi delle necropoli e dell’abitato urbano che sono esposti nelle sale del piano terra.