La transizione tra mondo veneto e romano

La pianura padana è stata sempre un luogo di interazione tra i Veneti antichi ed altre genti, in particolare gli Etruschi stanziati a nord degli Appennini (a Bologna e nei porti di Adria e Spina, fondati nel VI secolo a.C.), e le popolazioni celtiche, sempre più presenti dopo le migrazioni del IV secolo a.C. dall’Europa centrale e occidentale.

Il rapporto tra Celti e Veneti varia dall’occupazione della provincia di Verona da parte dei Cenomani all’assorbimento, nelle città venete, di persone o gruppi di stranieri. A partire dal III secolo a.C. anche Roma si affacciò in Italia settentrionale, intensificando la sua presenza nel corso del II secolo a.C., dopo aver sconfitto le popolazioni celtiche, con la costruzione di grandi strade e la fondazione di città.

Le fonti ricordano diversi casi di alleanza dei Veneti con Roma e non vi è alcuna traccia di un conflitto, bensì di un processo di graduale integrazione, culturale e politica, del mondo veneto in quello romano, fino alla concessione della cittadinanza nel 49 a.C.

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