La storia del Museo Nazionale Atestino
Le prime notizie di ritrovamenti di oggetti antichi nel territorio di Este si trovano in alcune opere antiquarie del Quattrocento e del Cinquecento. Importanti erano le collezioni antiquarie del XVII e XVIII secolo di Giorgio Contarini, Isidoro Alessi e del marchese Tommaso Obizzi (quest’ultime poi portate a Vienna).

L’Ottocento
1834: La prima raccolta pubblica a Este fu istituita da Vincenzo Fracanzani: si trattava del Museo Civico Lapidario, con sede nell’oratorio di Santa Maria dei Battuti, all’interno del grande convento di San Francesco. Il primo nucleo del museo era formato dalla collezione di monumenti iscritti ed epigrafi dello studioso locale Isidoro Alessi, a cui si aggiunse la collezione Contarini, donata dal nuovo proprietario di Vigna Contarena in via dei Cappuccini. La custodia del museo fu affidata ad Eugenio Gasparini e il catalogo degli 89 pezzi fu redatto da Giuseppe Furlanetto.
1874: Un giovane professore, Alessandro Prosdocimi, venne nominato direttore del museo.
1876: Si scoprirono casualmente, in un podere di proprietà del conte Boldù Dolfin a Canevedo, sette tombe. Due di esse contenevano ricchi corredi e bellissime situle bronzee decorate a sbalzo. Questa scoperta confermò a Prosdocimi l’esistenza a Este di una importante civiltà, da lui in un primo momento definita euganea, sulla quale pubblicò prontamente una serie di studi.
1877 – 1880: Prosdocimi condusse campagne sistematiche di scavo nelle aree di necropoli preromane da lui individuate tutto attorno alla città; nel 1879 i fratelli Benvenuti scoprirono nel giardino della loro villa la famosa situla decorata, che donarono al museo insieme a tutti i reperti esito degli scavi.
1880: Il museo assunse il nome di Museo Euganeo Romano; Alfonso Alfonsi fu nominato vice-conservatore.
1883: Il Comune di Este acquistò il Castello e il palazzo Mocenigo, destinato a nuova sede museale.
1885: Il consiglio comunale chiese ufficialmente la nazionalizzazione del museo.
1887: Venne emanato il Decreto Reale di istituzione del Museo Nazionale Atestino della cui direzione fu incaricato Alessandro Prosdocimi.
1888: Venne firmata una convenzione con cui il Comune cedette in deposito perpetuo allo Stato le raccolte civiche, destinando a sede definitiva del museo il palazzo Mocenigo. L’ambizioso progetto di adattamento dell’antico edificio prevedeva anche l’aggiunta di un corpo nuovo destinato a contenere l’atrio e la nuova scala di accesso ai piani superiori.
Slideshow storia del museo
Dal 1900 ad oggi
1902: Il museo venne inaugurato nella nuova sede di Palazzo Mocenigo il 6 luglio. Il piano scientifico della nuova esposizione era stato redatto da Prosdocimi con Gherardo Ghirardini: alla base vi fu il rispetto dell’ordinamento topografico e il mantenimento delle originarie distinzioni dei corredi tombali.
1911: Alla morte di Prosdocimi, la reggenza della direzione fu affidata ad Alfonso Alfonsi, che venne nominato direttore solo nel 1921. Alfonsi, fino alla sua morte avvenuta nel 1922, seguì un gran numero di scavi in tutto il territorio della Soprintendenza.
1922: Il Soprintendente Gino Fogolari nominò direttore Adolfo Callegari, allora ispettore onorario ai monumenti; sotto la sua direzione vennero acquisiti il noto medaglione aureo di Augusto e materiali ceramici del XVI e XVII secolo rinvenuti nell’abbazia di Santa Maria di Carceri ed effettuati lavori di riallestimento, interrotti dalle necessità belliche.
1948: Dopo la morte di Callegari, Giulia Fogolari divenne la nuova direttrice; dal 1965 il lavoro in museo si concentrò su restauri e catalogazione, grazie anche alla collaborazione con l’Istituto di Archeologia dell’Università di Padova.
1968: Lo Stato acquistò dal Comune di Este l’ala nord occupata dalle scuole elementari, che vennero completamente adibite a depositi per il materiale archeologico. Anna Maria Chieco Bianchi era la nuova direttrice.
1984: Dopo cinque anni di chiusura per la necessità di radicali lavori di ristrutturazione, il museo viene riaperto al pubblico con una esposizione completamente rinnovata. Si tratta dell’ultimo intervento complessivo prima dei lavori del 2025.
1998: Inaugurazione della Sala delle Colonne come spazio per mostre temporanee e conferenze.