I santuari di este preromana

I luoghi di culto di Este preromana si trovavano ai margini della città. I reperti esposti provengono da tre santuari. Il santuario di Reitia, presso il fondo Baratella, ha restituito una grande varietà di doni votivi che testimoniano come esso fu frequentato dal VI secolo a.C. fino all’età romana. Si tratta di bronzetti di uomini, donne, guerrieri e cavalieri, le lamine figurate, oggetti di ornamento. Gli ex voto che riproducono varie parti del corpo umano attestano che a Reitia venivano attribuiti anche poteri sananti. In località Caldevigo tra V e I secolo a.C. erano stati offerti modellini di punte di lancia e il bronzetto raffigurante la cosiddetta Dea di Caldevigo che rappresenta una devota con le braccia aperte in gesto di preghiera con il tipico costume locale. La stipe di Morlungo tra IV e I secolo a.C. è caratterizzata da ex voto che riproducono organi sessuali femminili e maschili.

I luoghi di culto di Este preromana si trovavano ai margini della città: i quattro che conosciamo si dispongono tutto intorno e ad una certa distanza dal centro abitato, quasi a delineare un perimetro rispetto alla campagna.

In generale, si trattava di luoghi sacri all’aperto, spazi riservati alle attività di culto e all’esposizione degli ex-voto, cioè oggetti donati dai fedeli alla divinità per propiziarla o come ringraziamento; non sono state invece ritrovate strutture assimilabili a templi, almeno nella fase preromana. Alcuni santuari, infatti, continuarono ad essere frequentati per molti secoli: quello dedicato a Reitia, a sud-est della città lungo il fiume, nasce alla fine del VII secolo a.C. ed è frequentato almeno fino al II secolo d.C., con alcune offerte fino al IV secolo d.C.

Santuario di Reitia

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