Necropoli


La terza sala è dedicata ai culti funerari. il percorso espositivo comprende una selezione tra i più significativi corredi tombali, provenienti dalle necropoli atestine disposte in lunghe fasce esterne a nord e a sud dell’abitato. Alcune sepolture a cremazione in cassetta di lastre di pietra o ad inumazione sono esempi delle diverse abitudini di sepoltura. Spiccano alcune tombe per la ricchezza dei vasi ossuari o degli oggetti di ornamento. Lo studio in continuo aggiornamento dei contesti e dei materiali permette di ricostruire le principali trasformazioni sociali ed economiche della comunità atestina: l’emergere nel VIII secolo a.C. di personaggi di rango principesco; la formazione nel corso del VII secolo della classe aristocratica; l’affermazione tra VI e V secolo a. C dei ceti benestanti e lo sviluppo delle importazioni dall’Etruria, dall’Italia meridionale e dalla Grecia; l’intensificarsi a partire dal V secolo degli influssi della cultura celtica d’oltralpe.

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Il rito funerario nell’età del ferro

Il rito funerario prevalente a Este nell’età del ferro era l’incinerazione; le ossa combuste con gli ornamenti personali erano inserite in un vaso-ossuario, deposto in una fossa o in una cassetta quadrangolare in scaglie di calcare o legno ricoperta dai resti della pira (terra di rogo). Completavano la sepoltura gli oggetti appartenenti alla persona defunta, che ne indicavano il genere e il rango sociale, e a volte oggetti offerti dai familiari o utilizzati nella cerimonia funebre. Le cassette potevano essere riaperte per riunire diversi defunti che erano stati legati in vita da forti legami, forse familiari.

Il rito dell’inumazione era raro e le persone a cui era riservato avevano di solito pochi o nessun oggetto di corredo, è possibile quindi che avessero uno status diverso (non libero o servile?).

Casa di ricovero 232

Il paesaggio funerario di Este

Le necropoli di Este si sviluppavano fuori dall’area abitata, oltre i corsi d’acqua che la delimitavano, con i nuclei principali a nord verso i Colli Euganei e a sud lungo l’Adige. Le necropoli sono note con i nomi dei proprietari dei terreni o delle località di rinvenimento.

Gli scavi più recenti nella necropoli della Casa di Ricovero mostrano tombe raggruppate in nuclei, probabilmente corrispondenti a famiglie allargate, ognuno ricoperto da un tumulo quasi circolare, recintato da lastre di trachite o di calcare. Dalla fine del VII secolo a.C. i recinti furono dotati di corridoio d’accesso, ispirandosi a modelli etruschi. I cippi piramidali dovevano far parte di queste strutture; a volte riportano, oltre al nome del defunto, il termine ekupetaris, forse indicatore di una classe sociale simile a quella dei cavalieri (equites) romani.

Capodaglio 31

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